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Romagna toscana Parco Foreste casentinesi

La Romagna toscana è denominazione di origine fiorentina. Forse significava che i fiorentini sentivano che le loro valli transappenniniche appartenevano a una diversa aerea culturale, a differenza di altre terre su cui in età moderna erano andati estendendo la Signoria. Ma la specificazione potrebbe anche significare che i fiorentini intesero con quella distinguere la parte del territorio venuta in loro dominio dall’altra rimasta nel dominio della Chiesa, entrambe appartenenti a un’unica entità regionale: la Romagna, appunto. Nell’uno o nell’altro caso, è manifesta la volontà di rispettare la Romagna, identificata come regione storica.
Il territorio, era così descritto in una relazione al Granduca Leopoldo II di Lorena: <>.
La Romagna toscana veniva vista anche come un <>, è costituita dalle medie valli del fiume Santerno, Senio, Marzeno, Lamone, Montone, Rabbi, Bidente e Savio e, scendendo sempre da Nord–Ovest a Sud–Est, comprende i capoluoghi e i comuni di Firenzuola, Palazzuolo sul Senio, Marradi, Modigliana, Tredozio, Portico e San Benedetto, Rocca San Casciano, Dovadola, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Premilcuore, Santa Sofia, Galeata, Verghereto, Bagno di Romagna e Sorbano (comune qust’ultimo soppresso nel 1964).
Per meglio valutare la signoria di Firenze in Romagna, nel primo tempo del Granducato, essa non mancò di far sentire il peso della dominazione, pur considerando la Romagna toscana una provincia dello Stato. Tuttavia fu rispettosa della Romagna come regione e ne salvaguardò il nome, l’identità, le tradizioni e la cultura, senza alcuna propria imposizione. Un rispetto del luogo, della storia e dei valori primigeni di un popolo, che fu percepito e apprezzato dai toscoromagnoli i quali, a loro volta, ricambiarono con la secolare fedeltà e un legame più di devozione che di sudditanza.
Non stupisce, quindi, che in una terra di confine dove più facili possono essere le contaminazioni, la Romagna attraverso il tempo sia rimasta integra e sempre viva nell’animo, nel carattere e nel costume degli abitanti; nelle tradizioni, nella cultura e nella parlata. Così come parimenti vivo è l’influsso della civiltà fiorentina che in quell’area appenninica si è sedimentato lungo i secoli, ravvisabile nell’ambiente umano, nel paesaggio naturale e nel patrimonio artistico. E perciò naturale che la popolazione si senta fiera, fierissima di essere romagnola, ma con l’orgoglio del peculiare innesto di matrice toscana.
Nel cuore delle valli selvagge e dei torrenti incantanti che lambiscono borghi ricchi di storia e arte medievale dell’antica regione della Romagna toscana, è nato nel 1993 il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna.
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